I “Fantastici 7”

03 luglio 2023

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I primi sei mesi dell’anno sono stati caratterizzati da una notevole performance degli indici di borsa, nonostante un contesto macroeconomico incerto. Alla base di questa performance c’è in realtà una concentrazione senza precedenti. I cosiddetti “Fantastici 7” (Apple, Microsoft, Google, Amazon, Tesla, Meta e Nvidia) hanno registrato una performance equamente ponderata superiore al 50% dall’inizio dell’anno. L’indice S&P 493, ovvero l’indice di riferimento statunitense S&P 500 meno i “Fantastici 7”, ha registrato un rendimento di appena il 2%, mostrando che, sotto la superficie, la maggior parte del mercato è in calo. In Europa si osserva lo stesso fenomeno, con tre azioni (ASML, LVMH, SAP) che da sole rappresentano la metà della performance delle azioni dell’area euro da inizio anno. 

Il primo fattore che ha determinato queste dinamiche è stato il lancio di ChatGPT a novembre 2022, seguito dai risultati astronomici di Nvidia, che in una sola sessione di negoziazione ha visto la propria capitalizzazione di mercato balzare di 150 miliardi di dollari, entrando nella ristrettissima cerchia delle aziende che hanno superato il traguardo dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione. L’intelligenza artificiale (IA) è quindi diventata il principale argomento per gli investitori. Se da un lato la rivoluzione tecnologica che porta con sé è indiscutibile, dall’altro è chiaro che gli investitori sono disposti a pagare e strapagare per qualsiasi azienda che tratti a questo tema. Questo mese, Nicolas Mougeot condivide con noi un affascinante articolo sull’argomento (Focus, pagina 4). Il dibattito è acceso: si tratta di una nuova bolla? O di un fenomeno effimero simile all’euforia suscitata dal “metaverso” lo scorso anno? In ogni caso, solo una manciata di aziende ne uscirà vincitrice, mentre molte altre saranno a rischio. A 200 volte gli utili attuali ed a 40 volte il fatturato annuale, le cifre di Nvidia non lasciano indifferenti ed è difficile immaginare come l’azienda possa fare meglio: in altre parole, il minimo passo falso sarà doloroso.

Sul fronte macroeconomico, la crescita degli Stati Uniti regge e le stime di consenso vengono riviste al rialzo, in linea con le nostre previsioni. L’inflazione statunitense continua a scendere, raggiungendo il 4% su base annua: la Federal Reserve (Fed) potrebbe rallegrarsene, ma, con grande sorpresa generale, attualmente considera l’inflazione core (che non tiene conto dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari) come troppo elevata per riprendere un tono restrittivo della propria politica monetaria. Powell ha dichiarato che non si tratta di una pausa, “ma di uno skip1“. I due rialzi preannunciati dalla Fed non convincono né il mercato né noi: si prevede un solo rialzo a luglio, seguito da un livello di stabilità (plateau). La diretta conseguenza è una curva dei rendimenti ancora più invertita, con i tassi di interesse a breve termine che diventano ancora più attraenti: a nostro avviso questa è ancora la parte dei tassi più interessante per gli investitori, con la duration lunga da evitare. In ogni caso si materializzeranno degli entry point, e noi manterremo l’attenzione elevata per poterci posizionare di conseguenza.
La sorpresa delle ultime settimane è arrivata dalla Cina: i dati che evidenziano un rallentamento dell’economia hanno spinto la banca centrale a tagliare i tassi di interesse ed il mercato sta iniziando ad ipotizzare nuove misure di sostegno fiscale. Rimaniamo positivi sull’Asia e sulle azioni cinesi per tre motivi fondamentali:

1- la valutazione è vicina a 10 volte gli utili futuri (rispetto a 20 volte per le azioni statunitensi) con una crescita positiva degli utili stimata oltre il 18%;
2- sono previste ulteriori misure di sostegno finanziario e monetario;
3- il mercato è sotto investito dagli investitori globali e nazionali.

Agli investitori piace comprare ciò che sale: è quello che si chiama il momentum. Data la posizione sottopesata della Cina, qualsiasi inversione di tendenza potrebbe avere un effetto di slancio significativo ed il mercato potrebbe recuperare terreno. 

Vi auguro una buona lettura di questo numero in cui torniamo a parlare in particolare dell’impatto della stretta monetaria sull’economia reale e sui mercati, anche se l’esplosione del tema dell’IA ha ribaltato la tradizionale correlazione tra tassi lunghi e titoli Growth.

 

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Monthly House View, 22.06.2023 - Estratto dall'Editoriale

03 luglio 2023

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